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Discorso inaugurale

ina-1Rivolgo a voi tutti un saluto di benvenuto al ‘battesimo' della Fondazione "Seminario Vescovile di Ferentino" per l'educazione e la scuola; non posso, però, nel contempo non rivelarvi una suggestione provocatami dal vedere questa sala così gremita: mi sembra di essere tornato indietro di poco più di due decenni fa, quando con molti di voi affollavamo questo luogo per celebrare il terzo centenario del Seminario Vescovile e - proprio qui dietro - era stata posta una decisa esortazione, alla quale proviamo oggi a dare un piccolo ma significativo compimento: "Dare un futuro al passato".

E' da questo spirito che - poco alla volta, quasi come sintesi delle aspirazioni di coloro che hanno a cuore il Seminario - è nata l'idea di istituire la Fondazione, quale strumento tecnico e luogo privilegiato di cooperazione per il modello pedagogico e didattico della Scuola del Seminario e della scuola cattolica tutta.

ina-2All'inizio sembrava che dovesse essere un'istituzione esclusivamente laica ed avere come missione solamente il Seminario Vescovile di Ferentino - da qui il nome che oggi la Fondazione porta; mano a mano, però, attraverso i numerosi incontri con il Rettore, le prime bozze del progetto insieme al compianto Vescovo Salvatore Boccaccio e la definitiva sistemazione con S.E. Mons. Ambrogio Spreafico, la Fondazione ha assunto il volto e la fisionomia di oggi: vale a dire un'istituzione diocesana, che fattivamente collabora ed agisce con la ‘società civile', così come raccomandato dal secondo paragrafo del canone 800 del Codice di Diritto Canonico: "I fedeli favoriscano le scuole cattoliche, cooperando secondo le proprie forze per fondarle e sostenerle.".

Ed è proprio quello che è simbolicamente rappresentato nello stemma della Fondazione: un palazzo ‘laico', che sostiene una corona - stemma del Seminario Vescovile, all'interno dell'insegnamento e della vita della Chiesa e segnatamente della nostra Chiesa particolare di Frosinone-Veroli-Ferentino. Il motto, poi, - ‘a fundamentis excitare' - è un invito a tenere ben presente che l'azione pedagogica e formativa si atteggia come la costruzione degli edifici: se le fondamenta non sono salde...

ina-3Infatti, uno degli scopi dell'istituzione è quello di ‘svecchiare', aggiornare e rinnovare la visione, che la società attuale ha della scuola cattolica: in un mondo, in cui in breve tempo si è passati dall'annichilimento del divino alla proliferazione di idoli; dove l'etica è stata sostituita dal ‘politicamente corretto'; dove, ormai, l'uomo è soltanto ciò che consuma e dove il peso di un'esistenza totalmente immanentista schiaccia e deprime le anime, il modello pedagogico cattolico non ha più avuto quello spazio e quella considerazione che per secoli lo hanno accompagnato, quale vanto e forza della cultura europea. Una scuola che mette al centro la ‘Persona', attorno alla quale si sviluppa e si propone - mirabilmente combinata - un'educazione umanistica e religiosa, ha perduto nel corso del tempo la propria attualità morale nel cuore della società, divenendo - a volte - esclusivamente un luogo di comodità educativa per i genitori, che ne hanno accettato la qualità didattica e - in un certo senso - scansato la dimensione religiosa.

La Fondazione si propone, pertanto, tutte quelle attività che possano comunicare e divulgare alla società attuale la realtà della scuola cattolica quale dimensione ed orizzonte di formazione della Persona quale ‘sale della terra' e ‘faro di civiltà', come è sempre storicamente avvenuto nel momento in cui un'azione didattica religiosamente indirizzata ha contribuito a donare alla Persona stessa un'educazione integrale.

Inaugurazione

Ora: perché una fondazione? Il Codice Civile disegna l'istituto soprattutto come un patrimonio destinato ad uno scopo e, quindi, dando maggiore rilievo al lato delle attività piuttosto che a quello delle persone che lo dirigono. In dottrina, però, si è gradatamente atteggiato un modello di fondazione ‘partecipativo', dove, oltre al vincolo di destinazione impresso al patrimonio si dà specifico risalto alle persone di coloro che - direttamente o indirettamente - contribuiscono alla realizzazione delle attività statutarie. E' quest'ultimo modello che ha ispirato l'istituzione della Fondazione "Seminario Vescovile di Ferentino" per l'educazione e la scuola: accanto alla figura dei fondatori, ai quali è affidato il compito di gestire il patrimonio onde raggiungere lo scopo dell'ente, vi è spazio per altri soggetti che a vario titolo intendono favorire le attività della Fondazione, essendo graduato il peso della partecipazione a quanto effettivamente svolto.
In sintesi, quindi, la Fondazione raccoglie e struttura le risorse umane e finanziarie - il patrimonio - per la realizzazione delle attività istituzionali.

Lo statuto della Fondazione all'art. 3 enuclea in maniera certamente non esaustiva, ma esemplificativa, quali sono i propri compiti onde conseguire "lo sviluppo culturale e la promozione integrale della persona attraverso la scuola"; scuola intesa e significata non solo quale luogo pedagogico e propedeutico al contributo lavorativo del ragazzo, bensì "quale comunità educante alla ricerca della verità e ai valori umanistici e cristiani di libertà, giustizia, solidarietà, culto a Dio e partecipazione alla vita della Chiesa".

Sottolineo qui soltanto alcuni di essi:

  • curare il rapporto scuola-famiglia, per favorire e tutelare il diritto (che è anche un dovere) dei genitori all'educazione dei figli;
  • assumere la eventuale gestione di scuole cattoliche (singole o collegate tra loro);
  • offrire supporto di servizi amministrativi nonché di organizzazione e di consulenza;
  • promuovere iniziative di formazione permanente e di aggiornamento per dirigenti scolastici, insegnanti, studenti e genitori;

- attuare e sovvenzionare iniziative editoriali;
- amministrare risorse, anche finanziarie, secondo le disponibilità, a beneficio delle scuole cattoliche.
Quale prima attività, sarà a breve istituito un Comitato Scientifico al fine di selezionare una graduatoria di docenti, ritenuti idonei per una ulteriore qualificazione della scuola cattolica. E', inoltre, già in programma la creazione e la distribuzione di un quaderno di informazione delle attività della Fondazione.
Particolare attenzione verrà posta alla creazione di borse di studio per favorire l'accesso anche ai ragazzi provenienti da situazioni di disagio sociale ed al finanziamento di progetti che permettano un'efficace interazione tra scuola e società, tra scuola ed Enti territoriali. In proposito non posso non sottolineare quanto siano stati stretti, nel corso dei tre secoli di vita del Seminario, i rapporti con il Comune di Ferentino, il quale per diverso tempo si è fatto carico dell'istruzione di un ragazzo ritenuto meritevole.
E', poi, doveroso interessare le realtà imprenditoriali al mondo della scuola: per il reperimento di risorse, per l'insegnamento e la conoscenza di alcune materie ‘sul campo', perché il mondo della scuola e quello del lavoro non siano due sfere separate che non vengono mai in contatto tra di loro.
Mi preme sottolineare ancora a questo punto che le iniziative appena accennate sono rivolte non solo alla scuola del Seminario Vescovile, ma anche alle scuole cattoliche operanti nell'ambito della nostra Diocesi, anche al fine di realizzare quei dovuti rapporti e collegamenti per una vera ed efficace azione educativa. Ambizione non celata, poi, è anche quella di fornire un modello, che sia esportabile anche fuori dai confini diocesani.
L'idea, quindi, che anima tutto il programma della Fondazione è quello di sorreggere, supportare e cooperare con la scuola cattolica: perché continui ad essere un centro di eccellenza e lo sia sempre di più.
Ma tutti noi sappiamo quanto al giorno d'oggi sia oneroso il reperimento di mezzi tali da garantire il mantenimento di tale livello: fino agli anni '80 gran parte del personale proveniva dalle fila di sacerdoti e religiosi e religiose, non soltanto per l'insegnamento, ma anche per le attività logistiche, quali la mensa, le pulizie, ecc. La carenza di vocazioni ha pian piano svuotato tale prezioso serbatoio di saggezza e dedizione. Inoltre, negli ultimi anni la legislazione sulla sicurezza dei luoghi scolastici e comuni in genere si è fatta via via sempre più stringente e penetrante, da non poter più essere rispettata soltanto con accorgimenti propri, dovendosi necessariamente far ricorso ad interventi tecnici specializzati e professionali.
Tale panorama, unito al deciso calo delle risorse per la Chiesa, ha fatto sì che la scuola si sia trovata ad annaspare e a far fronte alle proprie necessità ed esigenze, sacrificando alcune delle attività, venendo forzatamente meno - in alcuni casi - alle aspettative.
Ed eccoci, allora, al momento pratico e concreto della Fondazione "Seminario Vescovile di Ferentino" per l'educazione e la scuola, che intende rappresentare una cabina di regia anche per la parte di contribuzione materiale, che la ‘società civile' - continuamente - fornisce alla scuola; si potrebbe dire: non più interventi a pioggia, ma mirati alla realizzazione di progetti specifici e destinati alle realtà che più ne hanno bisogno.
L'invito, quindi, che rivolgo a tutti voi e che vi prego di estendere anche in famiglia e sul posto di lavoro è quello di aiutare la Fondazione a raggiungere lo scopo per cui è nata e a non lasciarla sola nel compito che si è data. Seguite, pertanto, le attività della Fondazione anche sul sito internet, come indicato nella brochure di presentazione.
E questo mi sembra anche il momento più adatto per ringraziare quanti si siano prodigati per la realizzazione dell'evento e mi preme rivelarvi che gran parte di essi sono ex alunni del Seminario, che hanno prontamente e sollecitamente risposto all'invito, nel nome e nel segno di quanto qui hanno vissuto e ricevuto.
La scuola è il momento dell'esistenza, che rimane nel cuore di tutti noi come lo scrigno prezioso dei nostri ricordi di bambino, che diventa uomo, e che racchiude le fondamenta della nostra vita. La scuola cattolica, insieme al timor di Dio, ci fornisce quei valori che indirizzeranno tutto il percorso del nostro agire in questo mondo.
Proprio in questi momenti in cui la nostra Nazione è divisa sul futuro della scuola e dell'educazione, credo che tutti voi condividiate l'entusiasmo e la speranza che anima l'iniziativa della Fondazione: l'entusiasmo di regalare ai nostri figli una scuola di eccellenza e, quindi, la speranza che essi diano il loro contributo alla realizzazione di una ‘societas' migliore.
Allora ricostruiamo nelle nostre coscienze e diffondiamo il messaggio che la Scuola del Seminario Vescovile di Ferentino e la scuola cattolica tutta sono il seme per ricominciare a sperare:
"A FUNDAMENTIS EXCITARE!"

nistrare risorse, anche finanziarie, secondo le disponibilità, a beneficio delle scuole cattoliche.
Quale prima attività, sarà a breve istituito un Comitato Scientifico al fine di selezionare una graduatoria di docenti, ritenuti idonei per una ulteriore qualificazione della scuola cattolica. E', inoltre, già in programma la creazione e la distribuzione di un quaderno di informazione delle attività della Fondazione.
Particolare attenzione verrà posta alla creazione di borse di studio per favorire l'accesso anche ai ragazzi provenienti da situazioni di disagio sociale ed al finanziamento di progetti che permettano un'efficace interazione tra scuola e società, tra scuola ed Enti territoriali. In proposito non posso non sottolineare quanto siano stati stretti, nel corso dei tre secoli di vita del Seminario, i rapporti con il Comune di Ferentino, il quale per diverso tempo si è fatto carico dell'istruzione di un ragazzo ritenuto meritevole.
E', poi, doveroso interessare le realtà imprenditoriali al mondo della scuola: per il reperimento di risorse, per l'insegnamento e la conoscenza di alcune materie ‘sul campo', perché il mondo della scuola e quello del lavoro non siano due sfere separate che non vengono mai in contatto tra di loro.
Mi preme sottolineare ancora a questo punto che le iniziative appena accennate sono rivolte non solo alla scuola del Seminario Vescovile, ma anche alle scuole cattoliche operanti nell'ambito della nostra Diocesi, anche al fine di realizzare quei dovuti rapporti e collegamenti per una vera ed efficace azione educativa. Ambizione non celata, poi, è anche quella di fornire un modello, che sia esportabile anche fuori dai confini diocesani.
L'idea, quindi, che anima tutto il programma della Fondazione è quello di sorreggere, supportare e cooperare con la scuola cattolica: perché continui ad essere un centro di eccellenza e lo sia sempre di più.
Ma tutti noi sappiamo quanto al giorno d'oggi sia oneroso il reperimento di mezzi tali da garantire il mantenimento di tale livello: fino agli anni '80 gran parte del personale proveniva dalle fila di sacerdoti e religiosi e religiose, non soltanto per l'insegnamento, ma anche per le attività logistiche, quali la mensa, le pulizie, ecc. La carenza di vocazioni ha pian piano svuotato tale prezioso serbatoio di saggezza e dedizione. Inoltre, negli ultimi anni la legislazione sulla sicurezza dei luoghi scolastici e comuni in genere si è fatta via via sempre più stringente e penetrante, da non poter più essere rispettata soltanto con accorgimenti propri, dovendosi necessariamente far ricorso ad interventi tecnici specializzati e professionali.
Tale panorama, unito al deciso calo delle risorse per la Chiesa, ha fatto sì che la scuola si sia trovata ad annaspare e a far fronte alle proprie necessità ed esigenze, sacrificando alcune delle attività, venendo forzatamente meno - in alcuni casi - alle aspettative.
Ed eccoci, allora, al momento pratico e concreto della Fondazione "Seminario Vescovile di Ferentino" per l'educazione e la scuola, che intende rappresentare una cabina di regia anche per la parte di contribuzione materiale, che la ‘società civile' - continuamente - fornisce alla scuola; si potrebbe dire: non più interventi a pioggia, ma mirati alla realizzazione di progetti specifici e destinati alle realtà che più ne hanno bisogno.
L'invito, quindi, che rivolgo a tutti voi e che vi prego di estendere anche in famiglia e sul posto di lavoro è quello di aiutare la Fondazione a raggiungere lo scopo per cui è nata e a non lasciarla sola nel compito che si è data. Seguite, pertanto, le attività della Fondazione anche sul sito internet, come indicato nella brochure di presentazione.
E questo mi sembra anche il momento più adatto per ringraziare quanti si siano prodigati per la realizzazione dell'evento e mi preme rivelarvi che gran parte di essi sono ex alunni del Seminario, che hanno prontamente e sollecitamente risposto all'invito, nel nome e nel segno di quanto qui hanno vissuto e ricevuto.
La scuola è il momento dell'esistenza, che rimane nel cuore di tutti noi come lo scrigno prezioso dei nostri ricordi di bambino, che diventa uomo, e che racchiude le fondamenta della nostra vita. La scuola cattolica, insieme al timor di Dio, ci fornisce quei valori che indirizzeranno tutto il percorso del nostro agire in questo mondo.
Proprio in questi momenti in cui la nostra Nazione è divisa sul futuro della scuola e dell'educazione, credo che tutti voi condividiate l'entusiasmo e la speranza che anima l'iniziativa della Fondazione: l'entusiasmo di regalare ai nostri figli una scuola di eccellenza e, quindi, la speranza che essi diano il loro contributo alla realizzazione di una ‘societas' migliore.
Allora ricostruiamo nelle nostre coscienze e diffondiamo il messaggio che la Scuola del Seminario Vescovile di Ferentino e la scuola cattolica tutta sono il seme per ricominciare a sperare:
"A FUNDAMENTIS EXCITARE!"